Che cosa si dona?

Se il donatore, in base ai criteri d’idoneità alla donazione di sangue, ha valori ematici che gli consentono di effettuare sia la donazione di sangue intero sia quella in aferesi (plasma e piastrine) può scegliere che tipo di donazione effettuare “con il consiglio del medico trasfusionista”.

Può accadere che qualche donatore, pur non avendo situazioni patologiche, abbia valori di emoglobina (pigmento che trasporta l’ossigeno nel sangue) o di ematocrito (percentuale di globuli rossi rispetto alla parte liquida del sangue) o di ferritina (riserva di ferro) al limite minimo o più basso dei livelli idonei per donare il sangue intero. In questo caso il donatore sarà indirizzato alla donazione di plasma, al fine di non ridurre ulteriormente questi componenti del sangue. Viceversa, al donatore con valori di globuli rossi, emoglobina ed ematocrito elevati sarà da sconsigliare la plasmaferesi e prediligere la donazione di sangue intero e saltuariamente le piastrine.

La donazione di Sangue

E’ la donazione più comune il volume prelevato è di 450ml circa la durata della donazione è di circa 10 minuti il donatore oltre al possesso dei requisiti generici, al momento della donazione dovrà possedere un valore di emoglobina(Hb) superiore a 13,5g./dl se di sesso maschile, superiore a 12,5 g/dl se di sesso femminile le donne possono donare 2 volte all’anno, gli uomini 4

Donazione in Aferesi

Avviene mediante apparecchiature automatiche, chiamate “Separatori cellulari” che prelevano il sangue del donatore, ne separano i diversi componenti, trattengono quello di cui si ha necessità (plasma, piastrine, multicomponent) e restituiscono al donatore i restanti elementi in un processo continuo la durata della donazione è variabile, dai circa 30 minuti, per la raccolta di plasma, ai 70 minuti, per la raccolta di piastrine

Donazione Dedicata

Si definisce “dedicata” la donazione effettuata da un donatore contattato direttamente dal ricevente, basandosi sulla convinzione che essendo da lui conosciuto offra una maggiore sicurezza dei donatori abituali. La donazione dedicata non viene attualmente considerata una soluzione del tutto sicura e valida, in quanto: è difficile per chiunque conoscere a fondo una persona, in particolare far emergere se ha avuto comportamenti a rischio che possono nuocere al ricevente; una dimostrazione di ciò è data anche dalla prevalenza della positività per l’epatite B più alta nei donatori dedicati rispetto a quelli periodici; il rischio aumenta ovviamente quando si debba ricorrere a più di un donatore; il partner non deve donare per una donna fertile che possa avere future gravidanze per il rischio di malattia emolitica neonatale; in caso di consanguineità i linfociti del donatore attaccano i tessuti del paziente causando una grave reazione trasfusionale.

Il sangue di donatori periodici di cui si conosce la storia sanitaria da più garanzie. 

Autodonazione

Chi la può fare?
I pazienti che devono eseguire interventi chirurgici programmati per cui è prevista una consistente perdita di sangue ≥ 20% del volume ematico totale

Chi la può richiedere?
Il chirurgo che opererà il paziente

Che cos’è?
L’autodonazione è una procedura trasfusionale che consiste nel trasfondere al soggetto unità del suo stesso sangue

Come funziona?
Il metodo più utilizzato è il predeposito: il sangue prelevato viene conservato secondo i metodi tradizionali e quindi trasfuso, in caso di necessità. Alcuni giorni prima dell’intervento vengono prelevate alcune (di solito 2-3) unità di sangue dal paziente, in fasi successive, a distanza di circa 1 settimana l’una dall’altra, fino a raggiungere la quantità prevedibilmente necessaria, in modo da consentirne l’eventuale utilizzo durante l’intervento operatorio e/o successivamente allo stesso.

Quali sono i vantaggi dell’autotrasfusione?

  • eliminazione delle reazioni di incompatibilità
  • eliminazione del rischio di trasmissione di malattie infettive
  • riduzione del rischio di immunizzazione da antigeni diversi, con possibili manifestazioni a distanza.